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La Ceramica

Sinestesia di una materia

di Nicola AUCIELLO

 

Accade spesso nelle tecniche di memoria associare le immagini a parole chiave.

Se dovessi collegare l’Architettura alla Ceramica, la prima forma che cattura il mio immaginario è la Cupola: sarà perché è l’esempio più alto tra le strutture dell’architettura, poiché mira a congiungere l’uomo con il divino. In alcuni interessanti esempi di questa tipologia di manufatto, la maiolica svetta al suo completamento, alla sua ridefinizione.

È dal Cinquecento che in realtà si diffonde questo particolare rivestimento ceramico delle Cupole, si riteneva che la maiolica per le sue caratteristiche di brillantezza, durevolezza ed estetica fosse il materiale più adatto a svettare, lì, nel punto più alto possibile che l’uomo potesse raggiungere.

Varie le pigmentazioni previste (da due a cinque: il giallo, il verde, il blu, il bianco, l’arancio) che in una studiata sovrapposizione cromatica restituiscono un utilizzo brillante della materia, oggi definito interattivo.

L’interazione si manifesta per le qualità cangianti con le quali la ceramica dialoga, per condizioni di luce e di prospettiva che, inconsapevolmente, producono una sinestesia atta a nobilitare ancor più la materia prima.

È questo uno degli utilizzi più colti della materia ceramica, in quanto le potenzialità della stessa colgono condizioni favorevoli alla sua piena espressione.

 

“Cupole e Minareti” di Giacomo Alessi. Un omaggio all’illuminata tolleranza religiosa di quel Federico II che sposò la Sicilia, protettore delle Arti e rinnovatore dello spirito. Un’opera dentro la quale risiedono preghiere che si rivolgono a un unico Dio (Domenico Seminerio).

Cupola della Chiesa di San Paolo, Olbia. Questa spettacolare cupola venne realizzata intorno al 1939, rivestita di maioliche policrome in modo da renderla riconoscibile e raggiungibile a grandi distanze.

La Chiesa Parrocchiale di Vettica Maggiore è dedicata a San Gennaro, vescovo a Benevento, martire a Pozzuoli il 19 settembre 305 mentre imperversava la persecuzione detta di Diocleziano. Il sacro edificio, di stile basilicale del rinascimento, a tre navate e a croce latina, ha la sua cupola regolamentare ovale, maiolicata policroma, sulla crociera.

La Chiesa Parrocchiale di Vettica Maggiore. Particolare delle maioliche di rivestimento della cupola.

Costiera Amalfitana – Amalfi, la cupola normanna della Cattedrale e la Torre dello Zirro.

Santa Vergine Maria Assunta, Palermo.

Santa Maria del Carmine, San Severo (Foggia). Cupola maiolicata con ceramica bianco e verde.

Cupole ad Ostuni (Brindisi).

Cupola di Santa Maria delle Grazie a Burgio (Agrigento).

La cupola maiolicata della chiesa Madre in stile romanico-pugliese a Grottaglie (Taranto).

1 Comment

  1. Salvatore Scanu ha detto:

    Belli i rivestimenti delle cupole. Quella della chiesa di S. Paolo Apostolo in Olbia, risalente al XVIII secolo, che nel 1939 è stata rivestita con piastrelle in maiolica, per forma, colori e disposizione dell maioliche mi ha richiamato alla mente la cupola della chiesa di S. Michele di Alghero ( mancante tra quelle da voi pubblicate), realizzata con la chiesa tra il 1661 ed il 1675, e che intorno al 1950 venne rivestita esternamente da mattonelle policrome realizzate su disegno di Antonio Simon Mossa e Filippo Figari.
    Viste le date di esecuzione delle piastrellature delle cupole di Olbia ed Alghero, è possibile che i progettisti siano gli stessi e così anche le fabbriche delle piastrelle?
    Entrambe comunque richiamano la cupola del Palau de la Generalitat di Barcellona in Catalogna che risale al 1400 ma non risulta quando è stata maiolicata.
    Saluti, Salvatore

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