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Salone del Mobile 2019 [parte II]
Design, innovazione, ecologia e sostenibilità

di Michela BIANCARDI

 

Il Fuorisalone si può definire come l’anima mondana del Salone Internazionale del Mobile, occasione per visitare mostre, eventi, installazioni, esposizioni, aperture straordinarie e anteprime legate al design internazionale. I quartieri di Milano si trasformano per una settimana in veri e propri Design District con eventi diffusi. Un appuntamento non solo per gli addetti ai lavori, studenti e appassionati ma anche per chi ha voglia di respirare l’atmosfera della Milano Design Week.

 

“In Scena” è il titolo dell’installazione presentata all’edizione 2019 dalla ditta Paola Lenti. Partendo dal termine greco σκηνή, e utilizzando una sorta di scenografie teatrali, la Lenti instaura un dialogo continuo tra colore, forma, texture e materia.

 

Le novità delle collezioni, sia per interno che per esterno, si presentano al pubblico in una sequenza di quinte teatrali all’interno degli spazi industriali di Fabbrica Orobia 15, un ex scalo ferroviario in zona Porta Romana, un quartiere che sta divenendo rapidamente polo di riferimento dell’arte, cultura e moda.


Molto suggestivo è anche l’allestimento dello spazio esterno, dove gli arredi outdoor sono immersi in una foresta di bambù.

 

Restando fuori dai giri più convenzionali legati alla design week milanese, ci si imbatte nel nuovissimo brand DimoreMilano che propone di contaminare il tema dell’home interior con un inedito spirito rock, allestendo in maniera del tutto particolare gli spazi dell’ex cinema Arti in zona San Babila. Il palazzo di tre piani con giardino, venne costruito nel 1935 come sede per l’Opera Balilla dall’architetto Mario Cereghini, successivamente divenne cinema specializzato sui film Disney come Nuovo Arti, attualmente abbandonato da circa un decennio.

Un’atmosfera del tutto particolare, quasi di sospensione, che ricorda le fotografie di Luigi Ghirri, è dedicata al Progetto Tessuti: un percorso che si snoda in sale comunicanti dove sono ospitate tele decorative che presentano i ricercati pattern della collezione, in contrapposizione al progetto fotografico di Andrea Ferrari.

 

Passeggiando da zona San Babila verso il Duomo, si attraversa piazza Belgioioso, elegante piazza che ospita diversi palazzi nobiliari di stili differenti, tra cui la casa dove Manzoni visse. Impossibile non restare folgorati e contagiati dai vivacissimi colori fluorescenti emessi dall’installazione artistica di Liz West, creata per Nemozena, marchio di abbigliamento femminile di lusso e lifestyle. L’opera, dal titolo “Aglow”, consiste in centosessantanove semisfere in acrilico colato e colorato disposte a terra in forma esagonale. Le ciotole hanno una superficie altamente riflettente tanto da consentire allo spettatore di osservare l’architettura circostante con una nuova luce fluorescente.

 

Legato al tema dell’ecologia e della sostenibilità è il progetto “The Green Life” che vede protagoniste, assieme al “The Boulevard” con i sedici ulivi centenari, le vetrine de Rinascente su piazza Duomo. Otto opere mobili della designer olandese Sabine Marcelis creano una sorta di danza dal nome “The Plant Ballet”. Piante e alberi di specie diverse con dischi di plexiglass dai colori sfumati rimpiazzano i manichini all’interno delle vetrine, diventando sculture dai colori cangianti. “Un’autentica esperienza sensoriale, e non un semplice lavoro statico: l’esperienza diventa la funzione, con un’estetica raffinata e unica”, racconta la designer.

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