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Milan Design Week 2018: i trend emergenti. Rétro e tanto colore dominano la scena
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Un approccio integrato alla progettazione
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La casa a Varenna di Giulio Minoletti

L’architettura degli interni al confine tra spazio e materia

[breve introduzione a un tema molto complesso]

di Nicola AUCIELLO

 

Sono circa venti anni che mi occupo di temi che riguardano l’architettura degli interni e posso affermare che mi è difficile e quasi impossibile restringerli in astrazione al solo tema di carattere residenziale.

Dagli spazi per la ristorazione a quelli dedicati al lavoro o alla cultura ed esposizioni, ai centri sportivi o commerciali fino ai luoghi di culto, gli interni sono sempre stati e restano l’obiettivo principale dell’architettura.

L’interno è lo spazio più vicino all’uomo, e in quanto spazio avvolgente e protetto è in grado di isolarci, di mascherare ogni relazione con lo spazio esterno, ma anche di connetterci ed aprirci in maniera fluida all’intorno.

 

Il confronto progettuale con una preesistenza a volte anche di carattere storico-monumentale, il più delle volte, è un’azione basica del progetto di ristrutturazione e può di sicuro essere appassionante tanto quanto l’ideazione di un volume nuovo.

Questo operare, assieme a contrasti costruttivi e materici, tra vecchio e nuovo, crea premesse per un lavoro ricco di stimoli.

Nella progettazione degli interni, oltre alla definizione dello spazio, un ruolo preminente è il gioco dei materiali impiegati per il ridisegno delle superfici.

Indispensabile la conoscenza della materia prima che il luogo d’intervento ci offre.

Le superfici, i materiali, i colori sono gli elementi che plasmano in modo decisivo lo spazio abitato, motivo per cui è necessario conoscerli e approfondirli.

 

È nello spazio interno che l’abitante entra in contatto diretto con la materia.

È proprio qui che si trova nella condizione di osservarla da vicino, sentirla, toccarla e forse persino annusarla.

È proprio qui che scolpirà la materia tramite azioni che modulino la luce: non importa se proveniente da una fonte naturale o artificiale.

 

Vivere uno spazio interno presuppone vivere un’esperienza ove la sperimentazione dello spazio non ha confini.

 

Le immagini selezionate raccolgono progetti recenti e alcuni degli anni ’50 (vedi Giulio Minoletti e Umberto Bottoni).

Nonostante il passare del tempo, sono lavori attualissimi nella concezione, nell’uso della materia e del colore (mai fine a se stesso) necessari alla definizione dello spazio, così come su una tela di un quadro.

Umberto Riva. Casa Insinga.
Casa Insinga di Umberto Riva

 

Percorso fluido tra spazi residenziali nella progettazione d’interni di Umberto Riva. Casa Insinga.
Casa Insinga 1987. La continuità degli spazi in un progetto d’interior design di Umberto Riva

 

L’interior design di Umberto Riva a Casa Insinga

Spazio e materia nell’architettura di interni a Casa Insinga di Umberto Riva

 

Lo spazio interno in un progetto di Nicola Auciello

L’interior design firmato Nicola Auciello

 

Nicola Auciello. Casa a Montesacro 2018

Il tema dell’abitare in un progetto di interni del 2018 di Nicola Auciello

 

Casa Montesacro 2018. L’abitare secondo Nicola Auciello.

Il tema dell’abitare in una casa a Montesacro progettata dall’architetto Nicola Auciello

 

La continuità degli spazi nel progetto Mondo liquido dell’architetto Manolo De Giorgi

L’unico scorrere di varie stanze nella filosofia dell’abitare di Manolo De Giorgi

 

La progettazione negli edifici moderni. Inquadrare il moderno di Pietro Bottoni

L’interior design negli edifici moderni. Il gioco dei materiali di Pietro Bottoni in Inquadrare il moderno

 

La casa a Varenna di Giulio Minoletti

La sintesi dell’abitazione in una continuità di spazi nella Casa a Varenna di Giulio Minoletti

 

La complessità e la continuità degli spazi nella Casa a Varenna dell’architetto Giulio Minoletti

Il continuo spaziale tra interno ed esterno. La complessità degli spazi nei progetti di Giulio Minoletti

 

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