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JFK Airport

photo courtesy of the TWA Hotel

Il landmark newyorkese anni Sessanta cambia destinazione d’uso: da aeroporto ad albergo.

L’iconico terminal del JFK Airport si trasforma in hotel di lusso.

di Michela BIANCARDI

 

Chi volesse effettuare un viaggio nel tempo, per un’esperienza nel passato proiettata nel futuro, non deve far altro che prenotare una camera nel nuovissimo TWA Hotel.

Il terminal più iconico del JFK Airport di New York cambia destinazione d’uso e si trasforma in hotel di lusso.

L’edificio risale al millenovecentosessantadue, uno dei capolavori neo-futuristi di Eero Saarinen, architetto e designer finlandese naturalizzato statunitense. La struttura, simbolo della “Jet Age”, raffigura in maniera simbolica il volo, linee curve e sinuose che descrivono ali di gabbiano spiegate in volo, posate a terra.

ph J. Bartelstone

ph. M. Touhey

Dal duemilauno, a causa del fallimento della compagnia aerea Trans World Airlines (TWA), il terminal viene chiuso e cade in disuso. Dopo più di cinquant’anni dalla sua creazione il “White Flight”, come è meglio conosciuto, riprende vita sotto un’altra veste: cinquecentododici stanze dal sapore cinematografico di ispirazione hollywoodiana anni Sessanta. Ci si ritrova in un vortice spazio-temporale dove l’antico e il moderno convivono senza entrare in conflitto.

Il progetto di interior del nuovo hotel rispetta il design originale. L’edificio di Saarinen si trasforma nella reception e nel foyer più grandi del mondo che, attraverso i due passenger tubes – diventati iconici anche grazie al film “Catch me if you can” del duemiladue – sono connesse alle due torri laterali di nuova costruzione nelle quali sono ubicate le stanze dell’hotel.

 

Con un salto spazio-temporale i clienti sono magicamente catapultati nell’epoca dell’ American Dream, diventando essi stessi i protagonisti della famigerata serie televisiva Mad Men.

Gli interni richiamano il design originale anni Sessanta, a partire dai manifesti vintage della TWA, dagli arredi firmati da Saarinen e prodotti da Knoll, fino alle receptionist con l’acconciatura cotonata. Tutto curato nei minimi dettagli storici.

ph. E. Gilbert

Gli ambienti abbondano di linee curve, sono sinuosi, morbidi e dinamici, valorizzati da linee di design pulite. I toni di colore richiamano la livrea della compagnia aerea TWA: sedute rosse integrate nelle strutture bianche di cemento, corridoi avvolti da moquette e tappeti rossi, sedili in velluto rosso, poltrone Womb rosse e sinuose.

photo courtesy of the TWA Hotel/D. Mitchell

ph. E. Gilbert

Il rosso simbolo è stato creato da Saarinen proprio per la TWA Flight Center ed è stato d’ispirazione per il colore dell’anno 2018 Caliente AF-290 di Benjamin Moore.

Le stanze sono arredate con fascino rétro. Ogni camera ha in dotazione un Martini bar su misura realizzato in noce, vetro, specchi e ottone spazzolato. Le Executive Armless Chair in pelle marrone chiaro sono abbinate a scrivanie in noce, ottone e vetro. Mentre la Womb Chair rivestita in tessuto rosso troneggia accanto a un piccolo tavolino Tulip, su cui è poggiato un autentico telefono a numeri rotanti da cui gli ospiti possono effettuare gratuitamente chiamate illimitate internazionali e locali. Non mancano gli accenti di legno caldo che ammorbidiscono lo spazio e che ritroviamo nel rivestimento della parete divisoria interna, nella porta scorrevole del bagno e nelle cornici del soffitto che celano l’illuminazione indiretta verso l’alto.

photos courtesy of the TWA Hotel/D. Mitchell

Non meno caratteristico il bagno, in stile hollywoodiano, ispirato alla ladies’ lounge del famoso ristorante newyorkese Four Seasons progettato da Philips Johnson, con le lampadine a bolla collocate intorno allo specchio e le pareti rivestite di piastrelle bianche con toni blu notte, che ricordano i corridoi della metropolitana.

photo Courtesy of The Four Seasons

photos of the model guest room courtesy of D. Mitchell

Gli studi di New York Lubrano Ciavarra Architects, Beyer Blinder Belle e Stonehill Taylor, hanno contribuito alla ristrutturazione e all’ampliamento del terminal, riportando in vita gli arredi originari di Charles Eames, Raymond Loewy e Warren Platner ma inserendo anche elementi di confort moderno, a partire dalle ormai indispensabili prese usb, alle tende oscuranti, agli impianti di insonorizzazione e alle fondamentali finestre a tutta altezza con vetri spessi che annullano i rumori della pista.

Il tuffo nel passato, delineato dall’atmosfera vintage, è completato da sei ristoranti, otto bar, una sala da ballo, un centro fitness, negozi di lusso, un museo, una piscina a sfioro sul tetto, una terrazza panoramica che domina la pista di volo e una cocktail lounge ricavata in un aereo trasformato dove si potranno sorseggiare cocktail d’epoca.

ph. R. Cruz

ph. E. Gilbert

photo courtesy of MCR Development

 

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